Dossier: Materiali sul Giorno del Ricordo

Power Point, documentari e testi sulla storia del confine orientale

Ringraziamo il collettivo Nicoletta Bourbaki  per averci fatto conoscere buona parte dei materiali sotto indicati.

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Il 10 Febbraio si celebra il Il «Giorno del ricordo», istituito con la Legge del 30 marzo 2004 n.92. L’Art. 1 di questa legge afferma:

 «1. La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo» al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale».

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Residente non cittadina #3

Foreign Fighters

Dall’Albania al “Califfato”

Di Dorina Lile

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La convivenza inter religiosa da secoli presente nella cultura albanese  

L’autrice di questa rubrica è una giovane donna immigrata, vive in Italia da circa 12 anni ma ancora non ha ottenuto la cittadinanza italiana. Il titolo della rubrica rimanda appunto a questo stato in cui vivono centinaia di migliaia di persone che da anni risiedono in Italia. Persone che lavorano, studiano e pagano le tasse, sempre però rimando esclusi dai diritti assicurati dalla cittadinanza. Persone che anche quando non subiscono gli aspetti più drammatici del fenomeno migratorio vivono comunque sulla propria pelle tutte le contraddizioni figlie della distinzione tra i diritti «dell’uomo» e quelli del «cittadino».

Le puntate precedenti qui

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Dossier #2: materiali per riflettere sull’ISIS

Articoli e documentari per capire l’ideologia del “Califfato”, il suo funzionamento, i suoi finanziatori e chi sono i giovani cresciuti in Europa che sono diventati terroristi e tagliagole.

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Visto il grande successo del nostro primo dossier «Materiali per riflettere dopo gli attentati di Parigi» e le continue richieste di video e testi che giungono da docenti e studenti, pubblichiamo questo secondo dossier dedicato all’ISIS (ma sarebbe meglio chiamarlo DAESH, un acronimo arabo dispregiativo usato da chi lo combatte): alla sua ideologia, ai suoi finanziatori, alla vita quotidiana nei territori che domina, agli stereotipi che lo circondano e al fenomeno più inquietante ad esso connesso: i giovani cresciuti in Europa che si arruolano tra tagliagole ed i terroristi del sedicente «Califfato». Infine tre articoli di riflessioni che ci sono parse utili.

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Dossier 1#: Materiali per riflettere dopo gli attentatati di Parigi

Articoli e documentari su l’ISIS, il contesto che lo ha prodotto, chi lo appoggia e chi lo combatte

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Dopo i sanguinosi attacchi terroristici del 13 novembre 2015 a Parigi in diverse classi è emersa la necessità, spesso avvertita dagli alunni stessi, di approfondire il contesto, le cause e i conflitti che hanno portato a questi tragici fatti. Per aiutare Studenti, docenti ed educatori interessati al tema condividiamo qui una serie di letture e documentari video.

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E il nazionalismo salì in cattedra…

Vita quotidiana e ideologia al liceo Scipione Maffei di Verona durante la Grande guerra

Di Tommaso Baldo

Verona nel 1914 contava meno di 90.000 abitanti e si andava sviluppando come centro industriale in cui il settore manifatturiero contava nel 1911 circa 10.000 addetti. Dal luglio 1914 l’amministrazione municipale era retta da socialista Tullio Zanella mentre le elezioni politiche dell’anno precedente avevano avuto (se prendiamo la provincia nel suo complesso) un esito favorevole ai liberali giolittiani sostenuti dai cattolici. Allo scoppio della guerra europea nell’estate 1914 Verona venne letteralmente sommersa dagli emigranti che tornavano in patria abbandonando la Germania e l’Austria-Ungheria, paesi in cui avevano lavoravano prima dello scoppio delle ostilità. Il 12  agosto 1914 erano già 132.000 i profughi transitati per Verona, si trattava di un esodo caotico che trasformò la stazione di Porta Vescovo in un bivacco e costrinse l’amministrazione comunale e la cittadinanza (come avvenne anche a Bologna) a mobilitarsi per soccorre quelle decine e decine di migliaia di persone che giungevano in molti casi stremate e digiune dopo aver dovuto abbandonare all’improvviso i paesi in cui vivevano e lavoravano da anni.

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