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Modulo di riflessione in seguito agli attentati di Parigi…e non solo….

Una proposta di lavoro in classe per riflettere tra passato e presente

Di Alessia Ansaloni

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Dopo gli attentati di Parigi del 7 Gennaio ci siamo presi un po’ di tempo per capire che riflessione svolgere in classe che superasse i soliti luoghi comuni e la solita e pericolosissima categoria “noi-loro”. Questo modulo nasce dunque dalla riflessione comune tra gli autori/autrici del Blog ed è aperto a modifiche/revisioni/aggiunte. Possiamo dire che è un vero modulo condiviso fin dal suo primo vagito.

Il modulo è stato svolto in due classi terze ed una classe quarta (Liceo Scienze Umane- Opzione economico-sociale).

PARTE PRIMA

Nella classe quarta il punto di partenza è stata l’incisione di Goya “Il sonno della ragione genera mostri” e  “La ragione aiutata dal genio della geografia” un’immagine che mostra il carattere riformatore della razionalità illuminista ma anche il rischio della sua assolutizzazione sull’altare della patria. Queste immagini sono servite per rispolverare le conoscenze pregresse degli studenti/studentesse rispetto ai concetti chiave di Illuminismo oltre che alle differenti interpretazioni di esso. Questa introduzione attraverso le immagini è inoltre utile sia per filosofia che per storia come preludio alla rivoluzione francese. A questo punto però si colloca il nodo di riflessione: la ragione da promessa è diventata minaccia? E’ una ragione che libera ed i cui principi sono vissuti e “sostanziali”, oppure è una ragione che esclude tutti coloro che ne sono all’esterno? (vedi lo straniero sulla sinistra che richiede la cittadinanza francese e deve rendere omaggio all’Eguaglianza posta sull’altare).

Lucidissima è stata l’analisi del filosofo Malik si cui abbiamo letto in classe questo articolo:

Ariticolo Malik

la ragione illuminata

In seguito ho poi assegnato loro (come compito per casa) la lettura di alcuni articoli di cui indico i link:

http://temi.repubblica.it/limes/la-sfida-che-ci-lancia-lo-stato-islamico/67586

http://www.huffingtonpost.it/abdennour-bidar/lettera-aperta-al-mondo-musulmano_b_6448822.html

http://www.internazionale.it/opinione/igiaba-scego/2015/01/07/non-in-mio-nome

http://www.internazionale.it/opinione/karim-metref/2015/01/09/io-non-mi-dissocio

http://www.lastampa.it/2014/11/19/esteri/lisis-ha-armi-per-combattere-altri-due-anni-9mCHKEf1uxTGc6fJqHEdnJ/pagina.html

http://www.lastampa.it/2014/08/22/esteri/lincubatrice-di-londra-cos-john-e-compagni-sono-diventati-carnefici-fPx1RmUG2w6Ey6tTZZfH5J/pagina.html

Per le classi terze il punto di partenza è stata l’assegnazione di un numero inferiore di articoli da leggere a casa. In classe sono stati enucleati i temi centrali emersi dalla loro lettura degli articoli. I contenuti degli articoli sono stati collegati alla riflessione sotto indicata.

PARTE SECONDA

La riflessione è stata stimolata a partire dalla domanda:

  1. Quali aspetti definiscono il vostro senso di appartenenza ? In quali valori vi riconoscete appartenenti all’occidente?

  2. Perché tanti giovani cresciuti ed alfabetizzati in “Occidente” riconosco lo Stato islamico come forte ed eroico?

Nelle classi quarte gli studenti/studentesse hanno ammesso di riconoscersi nel luogo in cui sono nati, costumi, diritti e doveri. Nelle classi terze il momemento di silenzio e spaesamento è stato maggiore, sembrano non avessero idea in che valori riconoscersi. Un ragazzo che normalmente non interviene ha poi dichiarato schiettamente: “nei soldi”.

Siamo dunque giunti alla terza parte dello svolgimento del modulo: lettura dei documenti.

1. Michael de Montaigne, Saggi (Cap. XXIX)

«Ognuno chiama barbarie quello che non è nei suoi usi; sembra infatti che noi non abbiamo altro punto di riferimento per la verità e la ragione che l’esempio e l’idea delle opinioni e egli usi del paese in cui siamo. Ivi è sempre la perfetta religione, il perfetto governo, l’uso perfetto e compiuto di ogni cosa. Essi sono selvaggi allo stesso modo che noi chiamiamo selvatici i frutti che la natura ha prodotto da sé nel suo naturale sviluppo: laddove, in verità, sono quelli che col nostro artificio abbiamo alterati e distorti dall’ordine generale che dovremmo piuttosto chiamare selvatici»

2. Invito di Pietro Calamandrei alla partecipazione politica. Discorso tenuto agli studenti e tenuto presso la Società umanitaria di Milano (estratto da P. Calamdrei, La Costituzione la gioventù, tratto da “Dizionario filosofico del cittadino” a cura di N.Abbagnano e G.Fornero, Paravia, 2012, pag. 39)

3. La democrazia non si fa appianando le differenze: lettura degli art. 7 e 8 della Costuituzione e riflessione sulla laicità dello Stato. La discussione ha riguardato la questione romana, i concordati, la discussione sui rapporti Stato-Chiesa sulla inclusione dei Patti Lateranensi nel testo costituzionale. (V. Castronovo, Milleduemila, Un mondo al plurale, fascicolo Cittadinanza e Costituzione, La Nuova Italia, 2012, pag. 101-106).

4. H.Arendt “L’azione politica si realizza nel discorso”, H.Arendt, Vita Activa, Bompiani, Milano 2003, pag.18-20); il comunicare tra cittadini allo scopo di risolvere i conflitti si rivela lo strumento capace di evitare lo scontro costruendo un argine alla violenza. La corcizione interviene quando manca la comunicazione tra gli uomini ed è necessario garantire l’unità interna con la violenza. Al pluralismo delle idee si sostituisce allora il monologo.

CONCLUSIONE

Agli studenti/studentesse è stato chiesto di svolgere un elaborato seguendo queste indicazioni (il testo è stato pensato e scritto da una carissima e coltissima collega di filsofia del Liceo Linguistico):

I tragici eventi di violenza, intolleranza e terrore che hanno sconvolto la Siria, l’Iraq, la Nigeria e la città di Parigi, ci hanno rivelato il terribile volto di certi gruppi estremisti che si rifanno all’interpretazione strettamente letterale (e per niente filtrata e interpretata) di alcuni frammenti del Corano, facendone derivare una visione dell’uomo e delle società nella quale diritti e valori fondamentali, universalmente acquisiti e riconosciuti, non trovano spazio alcuno; in cui il ruolo della donna arretra nei tempi bui della sottomissione; al cui interno la vita democratica dei vari paesi si piega all’assolutismo di un potere pseudo-religioso, in realtà pervaso di ignoranza, prepotenza, risentimento e fanatismo.

Individua i pericoli più grandi dell’odierna situazione internazionale e – anche grazie alle riflessioni svolte in classe e facendo riferimento ai documenti analizzati – le modalità attraverso cui pervenire al suo superamento, in vista di forme di civiltà rispettose delle idee, dei principi, dei valori , delle tradizioni di tutti gli uomini e di tutti i popoli.

Precisazione: si raccomanda di evitare quella modalità argomentativa che induce a contrapporre categoricamente le sommarie differenze tra culture (”noi” e ”loro”) – come già Montaigne, Erasmo, Moro, Voltaire e Montesquieu raccomandavano e come suggerisce il metodo di analisi e di ricerca dialettica in Filosofia –, per pervenire a considerazioni equilibrate e ragionevoli.

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