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Category Archives: Sovversivi e ribelli di frontiera

E il nazionalismo salì in cattedra…

Vita quotidiana e ideologia al liceo Scipione Maffei di Verona durante la Grande guerra

Di Tommaso Baldo

Verona nel 1914 contava meno di 90.000 abitanti e si andava sviluppando come centro industriale in cui il settore manifatturiero contava nel 1911 circa 10.000 addetti. Dal luglio 1914 l’amministrazione municipale era retta da socialista Tullio Zanella mentre le elezioni politiche dell’anno precedente avevano avuto (se prendiamo la provincia nel suo complesso) un esito favorevole ai liberali giolittiani sostenuti dai cattolici. Allo scoppio della guerra europea nell’estate 1914 Verona venne letteralmente sommersa dagli emigranti che tornavano in patria abbandonando la Germania e l’Austria-Ungheria, paesi in cui avevano lavoravano prima dello scoppio delle ostilità. Il 12  agosto 1914 erano già 132.000 i profughi transitati per Verona, si trattava di un esodo caotico che trasformò la stazione di Porta Vescovo in un bivacco e costrinse l’amministrazione comunale e la cittadinanza (come avvenne anche a Bologna) a mobilitarsi per soccorre quelle decine e decine di migliaia di persone che giungevano in molti casi stremate e digiune dopo aver dovuto abbandonare all’improvviso i paesi in cui vivevano e lavoravano da anni.

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La resistenza sudtirolese #parte 3

Per Giuseppe e per Josef 

di Tommaso Baldo

Ringrazio per i consigli bibliografici e le traduzioni dal tedesco Anselmo Vilardi senza il quale non avrei mai potuto scrivere questo testo.

Qui la parte 1 e parte 2.

Giuseppe Prono aveva 19 anni ed era un partigiano del XI Brigata Garibaldi, quelli con il fazzoletto rosso al collo. Catturato dai nazifascisti venne fucilato assieme a tre compagni nel marzo 1944.

Il 23 maggio 2015 sul muro della scuola elementare «Sandro Pertini» di Montanaro (Torino), il paese natale di Giuseppe, viene disegnato, previa autorizzazione municipale, un murales che lo raffigura. Ad organizzare l’iniziativa è stato il comitato «Restiamo sani», mentre l’allestimento del murale è stato frutto del lavoro del collettivo grafico Volkswriterz, ma il disegno dell’opera lo si deve al fumettista Zerocalcare.

A questo punto però emerge un problema, un grosso problema. Alle spalle di Giuseppe nel murale compare una stella rossa, il simbolo di quella brigata Garibaldi nella quale egli combatté e morì.

Il murale dedicato a Giuseppe Prono. Immagine tratta il 20.6.2015 dal sito http://i0.wp.com/gabriellagiudici.it/wp-content/uploads/2015/06/montanaro-murales-600x400.jpg

Il murale dedicato a Giuseppe Prono. Immagine tratta il 20.6.2015 dal sito http://i0.wp.com/gabriellagiudici.it/wp-content/uploads/2015/06/montanaro-murales-600×400.jpg

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La resistenza sudtirolese #parte2

L’8 settembre di Friedl Volgger

Di Tommaso Baldo

Ringrazio per i consigli bibliografici e le traduzioni dal tedesco Anselmo Vilardi senza il quale non avrei mai potuto scrivere questo testo.

Puntata precedente: https://avanguardiedellastoria.wordpress.com/2015/04/17/la-resistenza-sudtirolese-parte-1/#more-304

I sudtirolesi festeggiano l'ingresso a Bolzano delle truppe naziste l'8 settembre 1943 . Immagine tratta dal sito http://www.ejournal.at/Kritik/austriaca/austriaca.html il 26.4.2015.

I sudtirolesi festeggiano l’ingresso a Bolzano delle truppe naziste l’8 settembre 1943 .
Immagine tratta dal sito
http://www.ejournal.at/Kritik/austriaca/austriaca.html il 26.4.2015 .

La sera del’8 settembre 1943 Friedl Volgger  viaggiava in treno tra Bolzano e Soprabolzano sul Renon (Oberbozen). Aveva 29 anni ed era un giornalista assunto presso la casa editrice cattolica Athesia, diretta dal canonico Michael Gamper, dai primi anni ‘20 l’anima dell’ opposizione clandestina all’«italianizzazione» forzata dei sudtirolesi. Dal 1939 il sacerdote era diventato il personaggio più rappresentativo dei dableiber, quella piccola minoranza dei sudtirolesi di lingua tedesca e ladina che avevano rifiutato di prendere la cittadinanza tedesca e di trasferirsi nel Reich di Hitler.

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La resistenza sudtirolese, parte #1

«Sul balcone fiorisce come sempre…»

Di Tommaso Baldo

Ringrazio per i consigli bibliografici e le traduzioni dal tedesco Anselmo Vilardi senza il quale non avrei mai potuto scrivere questo testo.

Il cippo di confine al Brennero. Immigine tratta dall'articolo di Carlo Romeo

Il cippo di confine al Brennero. Immagine tratta dall’articolo di Carlo Romeo “Die faschistische Politik in Südtirol / La politica fascista in Alto Adige”, 2013. Consultato sul sito http://www.carloromeo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=192:die-faschistische-politik-in-suedtirol–la-politica-fascista-in-alto-adige&catid=35:storia&Itemid=54 Il 15.4.2015

La resistenza contro il nazifascismo in Italia fu una lotta condotta in nome sia di ideali universali che del diritto all’autodeterminazione del popolo italiano. Fu una lotta di liberazione nazionale inserita all’interno di una lotta mondiale contro il nazi-fascismo e contro ciò che lo aveva generato (il nazionalismo sfrenato, le teorie di superiorità razziale ed il predominio assoluto del capitale sul lavoro).

In teoria la cosa sembra abbastanza ovvia, ma in pratica proprio attorno al difficile rapporto tra liberazione nazionale e liberazione tout court (liberazione di ogni uomo o donna da ogni forma di oppressione) rischiano di prodursi nella narrazione di quanto avvenne settant’anni fa cortocircuiti, fraintendimenti e ribaltamenti di senso.

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Una zia «quasi infoibata»

Una storia familiare e qualche riflessione sui confini, la memoria e la didattica della storia

Di Tommaso Baldo

Monumento agli irredentisti caduti tra le fila italiane nella guerra 1915-1918. Rovereto (TN), Piazza Podestà.

Monumento agli irredentisti caduti tra le fila italiane nella guerra 1915-1918. Rovereto (TN), Piazza Podestà.

Ogni 10 febbraio, «Giorno del ricordo», in Italia si riaccende il dibattito a proposito degli eventi che interessarono il confine orientale durante e subito dopo la seconda guerra mondiale. Questo dibattito e soprattutto questo post (http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=20327#more-20327 ) di Fabrizio Filipaz sul blog Giap mi hanno spinto a cercare di ricostruire una vicenda legata alla mia famiglia. Si tratta della storia di una prozia che si potrebbe definire, secondo la vulgata più diffusa oggi in Italia, «quasi infoibata». Nel raccontare la sua storia non ho nessuna pretesa di trattare con completezza la storia del confine orientale, cerco solo di contestualizzare una memoria famigliare e di intersecare il racconto di mia zia con altre memorie, osservandolo secondo prospettive diverse.

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